Perdonare se stessi e perdonare gli altri, cosa c’è di più difficile? Il perdono, che sia di se stessi o dell’altro, è inevitabile per ricominciare a vivere.
La parola perdonare arriva da latino e si compone di “per”, un prefisso come rafforzativo, e “donare”, concedere, condonare. Quindi, donare completamente, del tutto, senza riserve, senza mezze misure. Donare cosa? Donare l’accettazione totale di un male che abbiamo ricevuto, lasciarlo andare per sempre, senza generare ira, rancore e rinunciando alla messa in atto di intenzioni altrettanto malevole, come la vendetta, la punizione e il castigo. Quando invece questo male sono io a esercitarlo verso me stessa, come avviene il perdono?
Vi racconto come faccio io, magari può esservi di aiuto o ispirazione. Prima di iniziare, vorrei confessarvi che da quando sono mamma ho molto di più da perdonarmi, quindi se anche voi avete questa sensazione, sappiate che non siete sole! Uniamoci.
Per imparare a perdonare se stessi, è necessario per prima cosa comprendere la sua importanza. Il perdono non è un atto di debolezza o di rassegnazione: “ti perdono perché sono fragile, non ho le palle e quindi hai vinto tu”. No, il perdono, al contrario, richiede una forza enorme, direi quasi sovrumana. Non a caso, in quasi tutte le religioni monoteiste, il perdono è una prerogativa di Dio. Ci vuole forza per perdonare perché i sentimenti negativi che nascono in noi quando del male ci viene esercitato contro assumono un peso così grande da diventare una zavorra davvero insostenibile. Per liberarsi dal peso di questa zavorra ci vuole la forza di mille braccia muscolose. Trovare questa forza dentro di sé non è un a passeggiata, bisogna addentrarsi in un cammino impervio, aspro e scosceso che vi sarà spesso interrotto dalle vocine della coscienza e dalle congetture della mente razionale. Per questo dico sempre che il perdono non è una meta ma un viaggio, un viaggio tutto interiore. Quindi, per iniziare, dovete avere ben chiaro a voi stessi che chi non si perdona e non perdona è destinato a rimanere fermo con i piedi nel fango della rabbia, dei sensi di colpa e di tutta una gamma di sentimenti negativi che arresteranno il flusso della vostra vita, rallenteranno il vostro viaggio.
Allora, lo iniziamo questo viaggio del perdono? Immaginate di avere dentro di voi un bambino interiore, vi sarà più facile immaginarlo con la faccia che avevate quando eravate piccoli. Prendete una foto di voi da bambini, osservatela, scegliete un posto tranquillo a casa vostra o in un parco all’aperto e mettetevi in ascolto. Quel bambino muoverà in voi dei ricordi, magari non tutti belli, fateli passare come le nuvole bianche in un bel cielo azzurro. Quel bambino muoverà in voi la tenerezza, la dolcezza, l’ingenuità, l’amore incondizionato. Trattenete questi sentimenti buoni come un sole nel vostro cuore. Fate che vi illuminino da dentro. Bene, avete preso contatto con il vostro bambino interiore che, come tutti i bambini, ha bisogno di coccole, cure e insegnamenti per poter crescere. Questo bambino ha fatto qualche marachella, chi non le fa. L’avete messo in castigo, in punizione, gli avete urlato contro e magari si è preso anche una bella sculacciata. Cose di questo mondo, non rammaricatevi. Siamo mamme, sappiamo che dopo la punizione ai nostri piccoli diamo un abbraccio, una coccola. Li perdoniamo, giusto? Perché non facciamo la stessa cosa con il nostro bambino interiore? Ce lo meritiamo. Ci fa bene, ci libera, fa una bella pulizia, butta via il vecchio e fa arrivare il nuovo. E allora avanti, dite a questo bambino che è dentro di voi che lo perdonate. Trovate una formula per farlo. Io ho la mia: mi perdono per…
Mi perdono per non trovare il tempo per me stessa.
Mi perdono per aver perso di vista i miei bisogni.
Mi perdono per aver dato troppo spazio allo stress e poco alla calma.
Mi perdono per aver urlato, per non aver parlato quando dovevo, per essere stata zitta quando dovevo parlare.
Mi perdono per aver fatto a pezzi me stessa per completare gli altri con i miei pezzi.
Mi perdono per gli errori che ripeto. Sempre gli stessi.
Mi perdono per non avere la forza di dire no e basta.
Mi perdono per le paure che mi paralizzano.
Mi perdono per i capricci e l’egoismo.
E voi, cosa avete da perdonarvi?
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